Cappuccino, caffè, cornetto integrale al miele e cannolo alla crema, questa la mia colazione. Non ero più abituata a questi prezzi, quasi quasi mi compravo tutto il bancone!
Sono tornata a Roma, una nuova sistemazione, tante cose da fare, tante persone da salutare, qualche decisione da prendere.
Ma stamattina ci si deve concentrare sull’esame, ho bisogno di tutte le energie positive possibili!
Poi potrò fare il punto della situazione.
Qualche secondo rubato a questi ultimi giorni frenetici giusto per dire che la partenza è ormai alle porte, domani 06:37h, la voglia di partire si fa attendere, la sensazione di dover tornare invece mi accompagna.
Non so cosa succederà nei prossimi giorni, ma ho come la sensazione che saranno decisivi per il mio futuro più prossimo.
Grazie a tutti quelli che in questi 10 mesi mi hanno fatto ridere, mi hanno tenuto compagnia, mi hanno fatto arrabbiare e che stasera mi faranno piangere.
Non mi viene in mente un modo particolare e speciale per salutarvi tutti, forse dovrò aspettare di essere veramente lontana da tutti voi.
Bon, bref, kenavo.
Capita che stai per andare a letto, dopo aver visto due film perchè non riesci a dormire, e prima di chiudere tutto butti un occhio sul solito facebook e trovi un link, ci clicchi e ti ritrovi catapultata in un’altro spazio-tempo…una canzone che evoca sensazioni, sentimenti, ricordi.
Sospiri
Fai per chiudere la finestra ma, sarà la posizione sarà il pad, ti si apre un altro link, ci metti pure un po’ a capire cosa sia…quando metti a fuoco è troppo tardi, ormai è fatta.
Hai davanti il vecchio “blog”, quello che tenevi su msn, o windows live, o come si chiama!
Subito compaiono le foto, vecchie foto, care foto, foto di un’altra era.
Sai che andare avanti con la freccia non potrà portare nulla di buono, in fondo da quel cassettino impolverato in fondo alla tua memoria qualche spiraglio di luce esce ancora.
Ma continui e ritrovi foto quasi dimenticate, momenti ancora vividi nei profumi e nelle sensazioni.
Finiti gli album, più giù ci sono i “post” o i deliri di una ragazzina…stessa storia delle foto…li leggi, tutti, anche quelli che riconosci dalle prime tre parole.
La curiosità ha ucciso anche le ostrichette (cit.)
Non miè mai piaciuto essere “fatalista”, ho sempre voluto avere il controllo degli eventi (…), ma se dobbiamo pensare alle coincidenze… due giorni fa ho ricordato un libro che mi aveva fatto bene leggere, anche se non ricordavo precisamente il soggetto..bene stasera, tra i post di quel vecchio blog ho ritrovato quelle parole:
…qualcosa di azzeccato…
Non potendo trascrivere tutte le ultime pagine del libro perchè troppo lunghe mi limito a riportare un pezzo che mi ha fatto riflettere…
“All’ospedale l’amore mi aveva parlato: “Io sono tutto e niente. Sono come il vento: non riesco ad entrere dove le porte e le finestre sono chiuse.”
Io avevo risposto all’amore: “Ma io sono aperto per te!” Al che mi aveva detto:”Il vento è fatto d’aria. E anche se nella tua casa c’è aria, tutto è sprangato. I mobili si ricoprono di polvere, l’umidità finirà per rovinare i quadri e macchiare le pareti. Tu continuerai a respirare, conoscerai un parte di me: ma io non sono una parte, io sono il tutto – e questo non potrai mai conoscerlo.”
Avevo notato i mobili coperti di polvere, i quadri danneggiati dall’umidità: non avevo alternativa, dovevo aprire le porte e le finestre. Quando lo avevo fatto, il vento aveva spazzato ogni cosa. Io avrei voluto serbare i ricordi, proteggere ciò che ritenevo di aver faticosamente raggiunto, ma tutto era scomparso; io ero vuoto come la steppa.”
E poichè c’era solo il vuoto, il vento aveva portato cose nuove – rumori che non avevo mai udito, gente con cui non avevo mai parlato. Ero tornato a provare l’antico entusiasmo: mi ero liberat della mia storia personale, avevo distrutto l’”adattatore”……”
Questo invece un altro post:
08 luglio (mi pare 2006)
…cambiamenti…
…quando meno te lo aspetti arrivano…sai che un giorno o l’altro succederà ma ti colgono sempre impreparata…quando arrivano li devi prendere e nel migliore dei modi…sei sola…puoi avere la fortuna di avere qualcuno di azzeccato vicino a te, ma non può far molto…riguardano te e solo te e rimarranno per sempre solo tuoi…ci sono quelli negativi e quelli positivi…o forse quelli negativi non esistono, esiste solo un modo negativo di vederli e di viverli…cmq siano ci sono e prima o poi ti colgono…e non è un male…che brutta una vita piattamente rassicurante…
…qualcosa di diverso sono le fasi transitorie…ecco quelle sono più fastidiose….
Ho aspettato che il sonno mi calasse addosso per cercare di dormire bene stanotte…
…la sensazione di serenità e leggerezza interiore è durata poco, poche ore soltanto, e già ritorna la mente ai suoi tarli (quasi cit.)…
…e mi ritrovo a pensare quanto sarebbe bello lasciarsi andare se soltanto riuscissi a fermare il vorticoso ruotare della mia parte razionale…
…e mi sembra di sbagliare…
…e vorrei poterla controllare…
mi fa male rileggerti
se trasportassi qui i fogli scritti in questi giorni pieni di parole, di domande e di deliri troppo personali ed oscuri per poterli esporre, anche solo per poterli rileggere.
non è il momento di tornare indietro, non fa bene rileggermi e rileggerti, forse per questo mi sto buttando con tutta questa foga in avanti, attraverso mille difficoltà, mille impedimenti, mille variabili incontrollabili.
passato e futuro però in questo momento hanno una cosa in che li accomuna, la nebbia che li ricopre, quella patina che non ti fa vedere niente chiaramente, sagome che puoi solo percepire. e più ti sforzi, più strizzi gli occhi per mettere a fuoco, più ti rendi conto che non dipende solo da te, ma ci sono tante incognite, tanti bivi tra te e quella sagoma che è impossibile capire cosa sia.
e vuoi avere il controllo della situazione, vuoi decidere tu della tua vita, ma nonfunziona così, non sempre. è come combattere contro i mulini a vento.
e intanto il pensiero non riesce a rimanere fermo, vaga e arriva lontano in posti sconosciuti, dove vorresti essere, per capire, per vivere.
probabilmente questo rimarrà come le pagine sulla scrivania, una bozza tra le tante aperte e mai completate in attesa che la nebbia si diradi e tu possa finalmente vedere cosa ti riserva il futuro.
un sorriso, una canzone, un film, qualche popcorn, un divano, una casa vuota, un po’ di solitudine, uno spazio per pensare.
E’ passato così tanto tempo dall’ultima volta che non riesco nemmeno a ricordare quanto, sono successe così tante cose che non saprei nemmeno da dove iniziare per raccontare, spiegare, riassumere tutto.
Non è il momento ora, ma lo sarà, più in là.
Per ora c’è solo silenzio, forse arrivato un po’ in ritardo, non voluto, e la musica disturba soltanto (forse è per questo che non riesco a decidere cosa ascoltare).
In questo istante di incredibile silenzio assoluto, tutte le vlte che le mie dita si fermano sulla tastiera per dare tempo alle idee di tramutarsi in parole, riesco a sentire solo il leggero rumore del mio respiro che quasi rovina il tutto.
Smetto di respirare.
Ecco di nuovo il nulla.
Ma dura per poco, non posso trattenere il respiro a lungo, non posso fermare il cadenzato su e giù del mio petto, non posso evitare di far rumore per non rovinare questo istante infinito.
E proprio mentre penso a questo una macchina passa, e senza sapere cosa sta succedendo in questa stanza, rovina quest’istante perfetto, rompe la magia, mi riporta alla realtà.
E’ passata, è stata solo un’illusione, la malsana idea che rimanendo ferma ed immobile, senza respirare, la vita possa essere vissuta ugualmente. Che senza sporcarsi le mani, senza mettersi in gioco si possa vivere meglio. Che facendo alcune scelte invece di altre o scegliendo di non scegliere alla fine ci capirai qualcosa di quello che sta succedendo, di cosa ti aspetta dopo, di quale sarà il tuo futuro.
Del perchè è successo tutto il resto.
Ma non è così.
E se questo fosse il momento di aspettare che qualcosa succeda, che qualcosa mi faccia capire cosa fare?
E se questo fosse il momento di agire, di far accadere qualcosa?
Eppure mi pare che nell’ultimo periodo abbia fatto entrambe le cose!
Non lo so!
…in fondo, i pesci nella boccia di vetro hanno continuato a muoversi…
In queste ultime settimane ho capito che non potrei mai vivere il resto della mia vita in città o in montagna.
Ho bisogno del mare per vivere, per vivere bene.
Ho bisogno di sentire la sabbia tra le dita dei piedi, dei sassi caldi,delle conchiglie da raccogliere, dell’acqua fredda dell’inverno e di quella calda dell’estate.
Respirare la salsedine, toccare la spuma, sentire il suono delle onde mentre i raggi del sole creano i riflessi brillanti tra le insenature dell’acqua.
Ho bisogno di invecchiare sul mare, fare le passeggiate sulla spiaggia, immergere le gambe stanche nell’acqua per trovare refrigerio, fotografare sempre lo stesso tramonto o la stessa alba, magari provando sentimenti diversi ogni volta ed interpretando tutto in modo sempre nuovo. Guardare le barche ormeggiate, quelle che prendono il largo fantasticando su mete lontane.
Far correre i miei figli a piedi nudi sulla spiaggia, costruire castelli di sabbia con loro.
E le sere d’estate accendere un fuoco, stappare qualche birra ascoltando della buona musica in compagnia.
Magari accadrà, magari lo farò accadere, intanto posso solo sognare di essere su una spiaggia australiana, nel mio kiosko arancione e blu, a vendere bibite fresche.
Ti capita un pomeriggio di organizzarti per andare al cinema e ti ritrovi a vedere un musical del quale non sai praticamente nulla: Nine
Ti ritrovi in una sala con 30 posti a sedere, uno schermo grande quanto quello presente nel salotto di molti italiani, a vedere un film in lingua originale con i sottotitoli in francese girato a Roma, con Valerio Mastandrea e nientepopodimenochè REMO REMOTTI nei panni di un Cardinale!!!!
Cosa volere di più da un venerdì sera?
Sarà la lontananza da casa, ma il tutto mi è piaciuto, rivedere le strade di Roma, i suoi vicoli, i suoi stereotipi, le canzoni popolari (peccato non quelle di Remotti…il Cardinale!), Mastandrea…per il resto il film ha un cast di tutto rispetto forse perchè deve reggere una trama scarsa e che gira sopratutto intorno al sesso… devo dire cha la Cruz i suoi anni se li porta decisamente bene! (forse è la sorella piccola)
Ho già detto che c’è Mastandrea?
Non andate al cinema a vederlo, almeno non a Le Studio di Brest, tanto vale rimanere a casa propria con una birra in mano, le patatine sulla pancia e i piedi sul tavolo.
Mentre ieri, su quasi tutta la costa atlantica francese imperversava Xynthia, qui a Brest c’era una giornata stupenda, sole, caldo, poche nuvole, oceano calmo, era da settembre che non faceva una giornata simile!
Queste poche e rare giornate si devono sfruttare per fare qualche giro nelle vicinanze, ieri è taccato a Pointe d’Armorique, la “spiaggia di Plougastel che affaccia nella rada di Brest.
Una domenica perfetta per iniziare bene la settimana!
Altre foto qui http://www.flickr.com/photos/kiaura/
P.S.
Ho sempre pensato che Brest sia qualcosa di diverso dal resto della Francia, ora ne ho avuto la conferma anche dal punto di vista climatico!
Ci si riprova, questa volta con qualche ora, anzi giorno, in più a disposizione, con un cappello diverso soprattutto e forse si andrà a vedere il risultato di questo
Poi, qualcosa di nuovo, per la prima volta insieme ci perderemo qui
sperando che sia la stessa stupenda giornata di sole.