Dopo tanto silenzio, dopo aver (quasi) perso tutto il sito per mancato aggiornamento della sottoscrizione al dominio e dopo che qualcuno ha richiamato la mia attenzione, rieccomi.
Molto probabilmente, quasi sicuramente, a breve ricadrà il silenzio, per colpa della mia incapacità di gestire i vari aspetti della mia vita (soprattutto quelli relazionali) ormai totalmente occupata dal Master. Pero’, in questo lunedì stranamente tranquillo, mi voglio palesare per iniziare il 2012 con qualcosa che mi ha veramente impressionata e che credo importante condividere con tutti.
Voglio iniziare il 2012 con questa foto:
Questa bellissima donna è una dei 4000 (o 5000 secondo altre fonti) raccoglitori di materiale riciclabile che lavorano nella più grande discarica dell’America del Sud, Jardim Gramacho di Rio de Janeiro (per chi “mastica” un po’ l’inglese qui troverete un video che parla della discarica). Come mai una foto cosi particolare di una “catadora” è finita su internet?!?!?
Grazie alla spazzatura e all’arte.
Non stiamo parlando di arte-spazzatura ma dell’arte della spazzatura. Questa foto infatti è dell’artista brasiliano Vik Muniz ormai riconosciuto a livello mondiale per le sue opere e per la sua creatività.
Ma facciamo un passo indietro, qualche mese fa ho visto un film su questa enorme discarica, Jardim Gramacho, intitolato Estamira. Il documentario, particolare e intenso, mostra la vita dei raccoglitori di spazzatura da un lato e dall’altro racconta la vita nella discarica di questa donna affetta da gravi turbe psichiche. Purtroppo non ho trovato nessun trailer in inglese o in francese ma sul sito ufficiale potete cambiare lingua e guardare qualche spezzone.
Poi, l’altra sera mi è capitato di vedere un altro documentario/film sulla stessa discarica intitolato: Waste Land di Lucy Walker, grazie al quale ho scoperto Vik. Questo giovane artista, nato a San Paolo, ha fatto successo in maniera improbabile e autonoma grazie alla sua favolosa capacità nel riutilizzare diversi tipi di materiale e farli divenire opere d’arte. Consapevole di essere tra le persone che vivono nella parte “facile” del mondo, ha voluto realizzare qualcosa che potesse cambiare profondamente il modo di pensare e di vivere delle persone. Lascio a lui presentarsi e parlare del documentario
INTERVIEW VIK MUNIZ par artforbreakfast
Anche qui il tema principale sono i rifiuti, che se per alcuni sono solo qualcosa di cui disfarsi, per altri rappresentano il sostentamento e le risorse per poter vivere. Tutti i lavoratori della discarica hanno delle storie da raccontare, Vik ne ha presi alcuni e li ha fatti divenire arte, nel vero senso della parola. La parte più affascinante del film sta proprio nel potere che quest’uomo ha avuto nel cambiare il destino di queste persone. Un cambiamento che inizia piano piano, senza troppe pretese, senza fare rumore, ma che alla fine ha un effetto molto profondo e duraturo. Grazie a Waste Land, Vik ha innescato un cambiamento non soltanto nei protagonisti del film, ma anche negli spettatori e nelle persone che sono venute a contatto con la sua arte. Purtroppo (o per fortuna, dipenda dai punti di vista) la discarica chiuderà a breve, scelta dovuta più a ragioni politiche e di immagine pubblica che ambientalistiche (non dimentichiamo che nei prossimi anni il Brasile vedrà sia il campionato di calcio del 2014 che i giochi olimpici del 2016). Questo causerà la perdita del posto di lavoro per tutta quella gente che ha deciso di guadagnarsi da vivere in modo lecito e rispettoso senza ricorrere a soluzioni economicamente più vantaggiose, in una Rio dove prostituzione e contrabbando (di droga o di armi) sono all’ordine del giorno. Penso proprio che questo sia un buon modo per iniziare il 2012 cercando di riflettere un po’ di più su quello che produrremo, per gli altri ma anche per noi stessi, ma sopratutto a quello che butteremo e al mondo in cui lo faremo, sapendo che ogni piccolo gesto può fare la differenza perché 99 non è 100. Buona visione.



