Inizio dalla fine:
un sorriso, una canzone, un film, qualche popcorn, un divano, una casa vuota, un po’ di solitudine, uno spazio per pensare.
E’ passato così tanto tempo dall’ultima volta che non riesco nemmeno a ricordare quanto, sono successe così tante cose che non saprei nemmeno da dove iniziare per raccontare, spiegare, riassumere tutto.
Non è il momento ora, ma lo sarà, più in là.
Per ora c’è solo silenzio, forse arrivato un po’ in ritardo, non voluto, e la musica disturba soltanto (forse è per questo che non riesco a decidere cosa ascoltare).
In questo istante di incredibile silenzio assoluto, tutte le vlte che le mie dita si fermano sulla tastiera per dare tempo alle idee di tramutarsi in parole, riesco a sentire solo il leggero rumore del mio respiro che quasi rovina il tutto.
Smetto di respirare.
Ecco di nuovo il nulla.
Ma dura per poco, non posso trattenere il respiro a lungo, non posso fermare il cadenzato su e giù del mio petto, non posso evitare di far rumore per non rovinare questo istante infinito.
E proprio mentre penso a questo una macchina passa, e senza sapere cosa sta succedendo in questa stanza, rovina quest’istante perfetto, rompe la magia, mi riporta alla realtà.
E’ passata, è stata solo un’illusione, la malsana idea che rimanendo ferma ed immobile, senza respirare, la vita possa essere vissuta ugualmente. Che senza sporcarsi le mani, senza mettersi in gioco si possa vivere meglio. Che facendo alcune scelte invece di altre o scegliendo di non scegliere alla fine ci capirai qualcosa di quello che sta succedendo, di cosa ti aspetta dopo, di quale sarà il tuo futuro.
Del perchè è successo tutto il resto.
Ma non è così.
E se questo fosse il momento di aspettare che qualcosa succeda, che qualcosa mi faccia capire cosa fare?
E se questo fosse il momento di agire, di far accadere qualcosa?
Eppure mi pare che nell’ultimo periodo abbia fatto entrambe le cose!
Non lo so!
…in fondo, i pesci nella boccia di vetro hanno continuato a muoversi…


